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Schiena dell'asino e degustazione

Schiena dell'asino e degustazione


La prima esperienza sull’Etna del 2018 avrà come scenario la visita della Valle del Bove, la quale sarà raggiunta attraverso il sentiero della Schiena dell'Asino, accompagnati dalla guida locale Gabriele, il quale ci illustrerà i vari aspetti del vulcano e le caratteristiche del sentiero nei vari punti di osservazione.
Il percorso è di media difficoltà, richiede un minimo di predisposizione a camminare ma lo affronteremo con calma e senza fretta.
Esso si snoda sul versante meridionale dell’Etna a pochi passi dal rifugio Sapienza. Il punto di partenza è a 1.850 m. s.l.m con un dislivello di circa 200 metri e una lunghezza di due chilometri e mezzo.
Il primo segmento, meno di un chilometro, caratterizzato da un bosco di pino laricio, è abbastanza impegnativo a causa della pendenza. In seguito il sentiero si stabilizza in piano, consentendo un’agevole passeggiata. Man mano che si procede si apre un vasto panorama che mostra la costa jonica, dalla riviera acese al siracusano, l’area urbana di Catania annunciata da diverse bocche spente che testimoniano l’incessante attività esplosiva nel corso dei millenni, l’entroterra siciliano a perdita d’occhio e guardandosi indietro si svela la “bottoniera” formata dai Crateri Silvestri.
A nord (a sinistra del sentiero) ad un certo punto si nota una cavità dalla forma triangolare, e per questo denominata Grotta Pitagora. A ridosso della pista spiccano alcuni tratti rocciosi, divenuti greti di torrenti stagionali, erosi dal lavorio delle acque piovane e da quelle prodotte nello scioglimento delle nevi. Lasciato il bosco, la vegetazione è caratterizzata dalle piante a pulvini: domina l’astragalo, accanto cui, nella bella stagione, spiccano i fiori gialli del crespino e del profumato tanaceto. Non passano inosservati i ritti cespugli di festuca e poa, che costituiscono erba da pascolo per le greggi di capre e pecore presenti nel periodo della transumanza. Nel cielo è possibile scorgere il volteggio dei rapaci, come il gheppio o la poiana.
Abbastanza agevolmente, solcando i pendii sabbiosi, si raggiunge la cresta della Schiena dell’Asino, un tratto di quel recinto montuoso lungo 18 chilometri che racchiude a ferro di cavallo la Valle del Bove, che assume le sembianze di un anfiteatro naturale.
Due costoni, alti diverse centinaia di metri, cingono la valle in un abbraccio che parte dai crateri sommitali. Quello nord, dirimpetto la Schiena dell’Asino, Serra delle Concazze che termina con i Pizzi Deneri. A occidente svettano i crateri sommitali, che fumano di continuo, fra i quali spicca il Sud-Est, il più turbolento negli ultimi anni, formato dal vecchio cono e dal nuovo (NCSE). Dalla parete sottostante dipartono nere pennellate di magma solidificato che raggiungono il fondovalle, mentre un po’ ovunque si scorgono i dicchi vulcanici, aguzzi speroni di roccia, relitti degli antichi apparati eruttivi del Mongibello. Non passano inosservate le chiazze verdi formate dai faggi, abbarbicati sulle pareti e ai bordi della valle. Continuando a girare lo sguardo verso occidente, si scorge il cono regolare di Monte Escrivà, nato nell’eruzione 2001, e, più vicino, il profilo della Montagnola (cratere del 1763) che chiude la Schiena dell’Asino. Guardando verso destra (est) si nota la Serra del Salifizio, prosecuzione della Schiena dell’Asino, quindi Monte Zoccolaro e la parte terminale della Valle del Bove, chiusa dal Salto della Giumenta, oltre cui Val Calanna e, ancora più a valle, l’area orientale e jonica.
L’immenso catino della Valle del Bove, lungo otto chilometri e largo cinque, è tinto di nero dalle lave del 1991/93, che sconfinarono in Val Calanna minacciando da vicino Zafferana, ricoprendo per sempre i pascoli del Piano del Trifoglietto, insieme allo storico Rifugio Gino Menza. A parte quell’evento eruttivo, in genere la valle è un argine alle eruzioni, poiché tiene distanti le lave dai centri abitati, sino alla conclusione degli eventi magmatici. Questo luogo rappresenta un po’ il museo a cielo aperto dell’Etna, in quanto mette in mostra la sua storia antica e recente.

Subito dopo il pranzo a sacco ci fermeremo per una piccola ma dolce degustazione presso un'azienda apistica " Oro dell'Etna".

PUNTO D'INCONTRO:
Piazzale Kennedy, Zafferana Etnea alle ore 9:30. In alternativa, alle 10:15 direttamente all'ingresso del sentiero Schiena dell’asino, che si trova a 3 minuti dal Rifugio Sapienza proseguendo in direzione Zafferana Etnea.

ATTREZZATURA E ABBIGLIAMENTO:
Scarpe da trekking (in alternativa scarpe da ginnastica), giacca a vento o felpa, k-way, berretto, borraccia con almeno 1,5 litro d’acqua, pranzo a sacco.

INFO E PRENOTAZIONI:
Il contributo di partecipazione è di euro 10,00 a persona, 5,00 euro per bambini/ragazzi da 7 a 12 anni.
E’ possibile prenotarsi attraverso il tasto PRENOTA
Oppure via whatsapp al 3913953279 con nome, cognome, numero persone e recapito telefonico.

Place: Piazzale Kennedy, Zafferana Etnea

Date: 05 May at 09:30

Category: None



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